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Titì Henry: come il migliore dei vini (ri)parte da Bordeaux

Henry: da fuoriclasse ad allenatore

Parlare di Titì Henry è una di quelle cose che permette di fare pace con i sensi. Un po’ come bere un bicchiere di ottimo vino. D’altronde siamo davanti a uno dei più grandi calciatori della storia del gioco che la Fifa ha inserito nella lista dei primi 100 di ogni epoca. Ricordarsi i gol al Santiago Bernabeu o contro il Tottenham è un esercizio che permette alla mente di ‘riposarsi’ dalle brutture della vita quotidiana. Siamo davanti a un attaccante che solo alla Juventus non hanno saputo valorizzare. Secondo Luciano Moggi era troppo “contropiedista e non adatto al calcio italiano“. Carlo Ancelotti, da signore qual è, ha poi ammesso che con Titì prese “una cantonata“. Comunque. Il genio dell’Arsenal e del Barcellona, ora, si appresta a intraprendere una nuova vita. Henry ha infatti detto sì alla proposta del Bordeaux. Prenderà quindi il posto di Gustavo Poyet. Nonostante non ci sia ancora un accordo ufficiale, Henry ha trovato un accordo di massima con la società. Una nuova e stimolante avventura dunque per l’ex campione del mondo e d’Europa con la Francia. Durante l’ultima rassegna iridata, il fuoriclasse è già stato assistente del Belgio e la sua corsa verso la finalissima è stata stoppata dai suoi connazionali. Sarà un caso, forse, ma la sua nuova vita comincerà proprio nella città mondiale del vino per eccellenza. D’altronde, come dicevamo, parlare di Herny è come bere un Chateau Mouton Rotschild: qualcosa che permette di fare pace con i sensi.

La sua ineguagliabile carriera

Luciano Moggi, nel 1999, lo strappa al Monaco per l’allora cifra record di 75 milioni di franchi. Ma la sua avventura bianconera, nonostante alcune ottime partite, termina presto. Viene quindi ceduto  all’Arsenal. Nella squadra di Arsen Wenger, dove militerà per otto stagioni, Henry sfodererà tutto il suo incredibile talento, diventando una star assoluta del panorama calcistico internazionale. Conquista la leadership della squadra e come numero di reti supera i mostri sacri Ian Wright e Cliff Bastin, i quali detenevano rispettivamente il record di reti totali e in campionato. Come non ricordare in quegli anni formidabili i 22 gol stagionali nell’annata 2000-01 e il contributo determinante di Henry nella vittoria della Francia all’Europeo del 2000. Nel 2006 sfiora il secondo titolo Mondiale – il primo lo vinse da giovanissimo nel 1998 – perdendo la finale di Berlino contro l’Italia. Qualche mese prima era andato a un passo dalla Coppa dei Campioni: un sogno spezzato solo dal Barcellona. Nel 2014 il ritiro dal calcio giocato. Un unico grande rammarico forse: quel Pallone d’Oro che ha solo ‘accarezzato’ nel 2003 e nel 2006.

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