Inter, sorteggio di prestigio: si vince il girone!

L'Inter, dopo anni di assenza, torna in Champions League ma il girone è un 'girone della morte'

L’Inter alla ricerca dello status perduto.

“L’aspetto positivo è che abbiamo la possibilità di alzare il livello di qualità giocando con avversari forti”, così Zanetti sull’Inter. E non sono certo parole a caso quelle pronunciate a Montecarlo, dove Javier si trovava ieri per assistere al sorteggio in rappresentanza del club. L’ex Capitano, uno che di prestigio e di livello di gioco alto se ne intende, “l’ha fiutata”: le sue dichiarazioni hanno a nostro avviso un significato profondo, che va ben al di là di quello letterale. A Zanetti infatti, come a tutti gli aficionados nerazzurri, manca l’Inter che conta, vale a dire quella squadra con una storia prestigiosa, con un distillato di emozioni vere per palati fini. Una storia che però ultimamente -va detto per amor del vero- è stata svilita con prestazioni mediocri e risultati assai deludenti.

E’ da troppo tempo, lo sappiamo, che l’Inter è fuori dal Calcio che conta. Ora, dopo quel gol storico che ha riportato il club in Champions – “l’ha messa Vecinoooo”- twittano ancora oggi i supporters nerazzurri sull’onda dell’entusiasmo, è lecito accontentarsi di non fare brutte figure? E soprattutto: e’ un atteggiamento da Inter? Ancora, e questa volta andiamo sul banale: ma a calcio non si gioca forse per vincere?

Signori e signore, in piedi per cortesia: l’Inter ora è tornata!  Dopo anni di purgatorio, dopo domeniche bestiali su domeniche bestiali che voi umani neanche immaginate, dopo i Rocchi e gli Schelotto. L’Inter dicevamo -unica ed ineguagliata tripletista della penisola italica-  è finalmente tornata nell’Europa che conta. Ma per fare cosa? Forse soltanto per incassare lauti dividendi e tornarsene in fretta a casa con la coda fra le gambe? Per strappare un misero terzo posto e trasmigrare in Europa League? Noi a queste domande rispondiamo NO, assolutamente no.

Badate bene, non stiamo affatto scherzando: siamo consapevoli che il girone è di ferro e la squadra di Spalletti rappresenti ancora oggi un’incognita tattica. Spaventano altresì una parte della tifoseria non tanto i mancati riscatti di Cancelo e Rafinha, quanto il fatto di aver puntato solo sulla “garra” e non sulla qualità dei sostituti. Ma si sottovaluta un fatto. Se questa squadra riuscisse infatti a raggiungere la compattezza necessaria trovando una collocazione nell’undici a quel fenomeno in erba che risponde al nome di Lautaro Martinez, allora nessun traguardo sarebbe precluso.

Allacciamoci pertanto le cinture di sicurezza: dal 18 settembre si parte da una sfida dal sapore antico contro una squadra inglese che più inglese non si può. San Siro freme fin d’ora e può mettere grande pressione a Kane e compagni. Poi si va a Eindhoven dove si dovrà tornare, costi quel che costi, con i tre punti. Per chiudere in bellezza l’andata in Catalogna dove Skriniar Miranda e De Vrij dovranno escogitare le contromisure necessarie per bloccare il trio Messi-Sanchez-Coutino.

L’Inter è tornata, guai a mettere limiti alla Provvidenza e alla follia nerazzurra. Sarebbe un peccato mortale. Ma ci affidiamo a mister Spalletti, lui queste cose le sa perchè è da un anno e mezzo che si esercita spontaneamente alla scuola di interismo. Luciano, se ci permetti, ora però non è il tempo di conferenze stampa roboanti. Ma di silenzi. C’è infatti la Storia che ci attende. Dite che si arrabbi per il suggerimento?

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