Serie A

Tavecchio spara a zero sul calcio italiano: i conti non tornano

Tavecchio fa i conti in tasca al calcio italiano, ma i conti non tornano. L’ex presidente Figc spara a zero su tutti. Situazione catastrofica.

Il calcio italiano nel suo complesso non sta attraversando un momento di grandissimo splendore, per usare un eufemismo, sia sul piano federale che sul piano sportivo. Questo ormai lo sanno anche i bambini.

Siamo in una fase di regressione inarrestabile cominciata da quella maledetta sera di San Siro con l’eliminazione dalla fase finale del Mondiale 2018 ad opera della Svezia. Una serata da cui ripartire totalmente, ma non è stato proprio così. L’allontanamento volontario di Carlo Tavecchio non ha inciso più di tanto da questo punto di vista. Lo stesso presidente Figc si toglie qualche sassolino dalle scarpe in questo senso.

Tavecchio spara a zero sul calcio italiano e denuncia: “Il calcio italiano è dormiente e irregolare”.

Carlo Tavecchio ci mette sempre la faccia. Gli va riconosciuto. Lo fece dopo Italia-Svezia e lo ha fatto anche ora che è fuori dai piani alti della Figc. L’ex presidente federale, intervistato dal Corriere dello Sport, ne ha per tutti e delinea una situazione del calcio italiano attuale ai limiti del catastrofismo.

Parole che sanno di realtà dei fatti: “Il calcio italiano in questo momento è dormiente e anche irregolare. Un calcio che il 31 maggio indicò alle società che avevano disputato i playoff le modalità per i ripescaggi, i versamenti, gli 800mila euro, le graduatorie e quant’altro. Poi il 13 agosto, invece, calpesta le norme e non se ne fa più niente. Semplicemente assurdo.

Ero già pronto a modificare i campionati per renderli sostenibili, ma ci sarebbe stato un problema. Sono anche le raccomandazioni a frenare la rinascita del calcio in Italia. Le posso raccontare dell’onorevole che si muove per tutelare l’elettorato di riferimento o il sindaco di una città che non accetta la retrocessione, il rappresentante della Chiesa che pensa ai suoi fedeli appassionati, etc.

Tutto un giro di raccomandazioni che a volte diventano degli obblighi. E poi ci sono quelli della giustizia sportiva che non sanno neanche cosa sia il calcio. Io ho portato quattro club in Champions, 4 gare di Euro 2020 a Roma, in Italia l’Europeo Under 21, due uomini in Fifa e Uefa, il Var, soldi in Figc e sono fermo. Pensate voi”.

Ascolta "Football Talk (The Podcast)" su Spreaker.

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