Serie AVetrina

Serie A: sta per saltare la prima panchina. Che terremoto!

La sorpresa della quinta giornata di Serie A

Nella quinta giornata di Serie A arriva a sorpresa un’altra bruciante sconfitta della Roma, l’ennesima di una stagione tutta in salita. I giallorossi sono stati piegati dal Bologna di Pippo Inzaghi per 2 a 0. Un risultato che non ammette repliche, con le reti di Mattiello e Santander a suggellare il trionfo della squadra emiliana. Il tutto a pochi giorni dalla rotonda sconfitta in Champions ad opera del Real Madrid. Quella odierna quindi più che una sconfitta appare quasi la certificazione della crisi romanista, crisi dagli esiti ad oggi imprevedibili.

Di chi è la colpa?

Eusebio Di Francesco deve fare i conti per la prima volta con una decisa contestazione del tifo giallorosso. Non pochi, specie sulle emittenti che si occupano di Roma, hanno invocato il nome di Antonio Conte, auspicando un cambio in panchina già prima dell’odierna sconfitta. Fino a questo momento Monchi, in rappresentanza della società, aveva dichiarato espressamente che l’allenatore non rischiava l’esonero. Ma ora?

Ma la società è forse esente da colpe?

Il ridimensionamento della squadra oggi appare difficilmente negabile. Nell’arco degli ultimi dodici mesi hanno infatti fatto le valigie dalla Capitale giocatori del calibro di Salah, Nainggolan, Strootman e Alisson. Non ci pare poco. E questo è un fatto incontestabile per il quale le responsabilità vanno tutte addebitate alla proprietà di James Pallotta. Ci chiediamo: se cedi quattro campioni di questo calibro in un anno come puoi stupirti del momentaccio della squadra? Come puoi scaricare tutte le colpe su un allenatore che fra l’altro ha raggiunto una prestigiosa semifinale di Champions qualche mese fa?

Monte ingaggi

Se osserviamo poi il monte ingaggi della squadra giallorossa esso, a causa delle cessioni, è sceso a 100 milioni lordi, il che è un bene ma soltanto per il bilancio! Se infatti lo confrontiamo al monte ingaggio stratosferico della Juve -pari a 219 milioni lordi-,  la differenza pare abissale. Siamo sotto anche a quelli di Milan e Inter ed è quindi questo un indice del fatto che è a serio rischio la competitività tecnica della squadra consegnata a Di Francesco.

La speranza: i nuovi arrivi

Monchi com’è noto ha operato massicicamente sul mercato in entrata portando a casa molti giocatori, fra i quali quali Pastore, Nzonzi, Kluivert, Cristante, Marcano e Olsen. Ma peccheremmo di obiettività se mettessimo tout court quest’ultimi sullo stesso piano degli straordinari top player ceduti dallo scaltro direttore sportivo spagnolo. I nuovi nell’immediato occorrerà dosarli meglio e preservarli di più. Le difficoltà tattiche del campionato italiano sono infatti innumerevoli e la  piazza romana è una delle più calde in assoluto. Ma sarà in grado di farlo in questo momento caotico Di Francesco?

Insomma, secondo noi le sconfitte sono figlie di una squadra che in questi anni è stata letteralmente saccheggiata sul mercato da una proprietà che non sembra reggere il passo con i migliori club europei. Troppe le cessioni importanti, pesantissime.  Ma siamo in Italia e quindi è lecito presumere che alla fine pagherà una sola persona, l’allenatore. Eusebio Di Francesco, al di là delle smentite ufficiali, resta quindi sulla graticola.

 

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