Serie AVetrina

Inter, una squadra che da sempre va in direzione…contraria

Inter, da Genova si riparte con quel gesto che avvicina

Luciano Spalletti è un professionista che svolge il suo lavoro in maniera sentimentalmente distaccata o è diventato davvero interista? La domanda potrà sembrare capziosa, ma in realtà essa si impone dopo quell’esultanza tanto rabbiosa quanto appassionata al 94esimo di Sampdoria-Inter. Un’esultanza che gli è valsa un rosso e che ha fatto discutere, a molti infatti l’espulsione che ne è scaturita è sembrata cervellotica. Ma di fatto quel gesto di protesta verso il sistema lo lega, più saldamente di prima, al complesso ed assai esigente mondo interista.

Chiederci quindi se Spalletti sia diventato effettivamente interista è più importante di quanto possa sembrare se è vero, come è vero, che un certo Josè Mourinho durante e pure dopo la sua permanenza a Milano ebbe piu’ volte a dichiarare: “Io sono interista”.

L’identificazione fra un mondo complesso e la sua guida

Il giornalista Giorgio Porrà definì così su Sky l’interismo: “L’interismo è una corrente filosofica. C’è questo percorso romanzesco da rivivere e raccontare; d’altronde parliamo di un club che ha vinto 18 scudetti, 3 Coppe Campioni e 3 Coppe Intercontinentali, con veri campioni come Meazza e Ronaldo. Una storia fatta anche di psicodrammi. Condensare una storia così in poche parole diventa complicato…”.

Ecco, la faccenda è più complessa. Aggiungiamo una considerazione che reputiamo fondamentale. Partendo dall’allenatore che all’Inter non è mai stato un elemento di complemento della società. Chi siede sulla panchina nerazzurra infatti è sempre stato una guida, colui che deve prendere in mano la situazione anche contro le avversità extra-campo. Deve opporsi pertanto ad un Palazzo che è storicamente ostile ai colori nerazzurri. Ecco quindi che l’Inter proprio per definizione è una squadra che nasce contro, se è vero come è vero che nasce da una scissione. L’essere contro è dunque un suo connotato specifico, che persiste pienamente ancora oggi.

Spalletti e il suo legame con l’interismo

Ma poi, nel momento in cui tutto sembrava sul punto di svanire con quelle due stramaledette chiamate del Var, è entrata in scena prepotentemente l’F.C. Internazionale di Milano. Quella che conosciamo e che amiamo. Per dirla alla Michele Serra quell’Inter che “è una meravigliosa capriola della vita. Chi pensava che tutte queste cose si potessero archiviare dopo il trionfo del 2010 ha dovuto ricredersi, ma questo è il bello dell’Inter, le salite, le discese, un sentimento che non si riesce a definire”.

Ed è in quell’attimo -quello seguente al gol di Brozovic- che del professionista Spalletti non è rimasto più nulla. Per una volta infatti abbiamo visto l’Uomo allo scoperto, un uomo finalmente contro, come la foto testimonia. In altre parole, Luciano che getta una volta per tutte la sua maschera da conferenza stampa, con quei monologhi artefatti che gli interisti definiscono con sagacia “supercazzole”.  Ma questo -e concludiamo- basterà al Mister per essere definitivamente considerato interista dal popolo nerazzurro? La questione noi l’abbiamo posta e, per ora, la vogliamo lasciare aperta.

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