Serie AVetrina

Milan, in attesa dell’Europa League la voce di mercato da brividi

I giocatori hanno parlato di svolta, Gattuso invece preferisce la parola continuità.

Rino Gattuso nella conferenza di ieri ha dato una buona notizia ai media presenti, Higuain potrebbe essere pronto al ritorno in campo.

E invece era tutto vero. Il Pipa ha svolto assieme alla squadra anche la rifinitura, si sente bene e quindi Rino ha deciso di rimetterlo in pista dal primo minuto.

Le sensazioni da Milanello, il problema recuperi

È indubbiamente una sorpresa, se è vero che non più tardi di tre giorni fa, all’interno di Milanello, un po’ tutti faticavano a capire i tempi di recupero dell’argentino. Della serie: forse sarà okay col Chievo, o magari torna arruolabile con l’Olympiacos, ma al massimo per la panchina.

Una vecchia cicatrice che si infiamma è roba da prendere con le pinze, poi. Come ha detto la scorsa settimana lo stesso allenatore, se ci si fa sedurre dalla fretta si rischiano guai seri per due o tre mesi. Molto, ovviamente, è dipeso dalle sensazioni di Gonzalo, oltre al responso dei medici: lui appartiene a quella schiera di giocatori che si trattengono in infermeria di rado, quindi era importante pure il responso personale. Evidentemente positivo, tanto da indurre Gattuso a rimettere al centro dell’attacco il titolare della cattedra.

Un Milan Higuain dipendente

Acquistano così un ampissimo senso le riflessioni del tecnico sul Pipia, che sul momento parevano considerazioni generali: «Dobbiamo capire come sfruttarlo al massimo, essere bravi noi a sbagliare il meno possibile e a leggere i suoi movimenti. In realtà non ho mai pensato che senza di lui fosse un problema enorme, non siamo Higuain ­dipendenti, ma devo dire che, al di là del calciatore, è uno che si fa voler bene.

E’ sempre sorridente, fa restare in alto il termometro dello spogliatoio». A restare alto sarà anche il termometro in campo, dal momento che Higuain è stato decisivo in quattro delle cinque partite giocate e già da settimane è indiscutibilmente il leader del gruppo. Per quanto riguarda l’Europa League, magari non somiglierà al salotto di casa sua come la Champions, ma i numeri non sono affatto male: 11 gol in 24 apparizioni, con 7 reti e 2 assist nelle ultime 12 presenze.

L’Europa League come la Champions League

Verrebbe da dire che questo è uno dei motivi principali per cui ieri Gattuso è apparso piuttosto sereno, ma sarebbe una spiegazione riduttiva. In realtà a Milanello si respirava ancora l’aria buona del poker servito a Reggio Emilia, che non fa certamente scomparire di colpo tutti i problemi, ma dà una grande mano a squadra e allenatore. «Ho sempre detto che non era tutto da buttare via – riflette Rino –. Ovviamente dobbiamo migliorare come collettivo, e anche se esprimiamo un buon calcio serve trovare solidità e mentalità, soprattutto in fase di non possesso. Di certo il nostro è un girone che non ha nulla da invidiare a un gruppo di Champions»

Voci di mercato e il grande ritorno di Ibrahimovic

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Adriano Galliani potrebbe trarre ispirazione da questa canzone che a breve potrebbe tornare d’attualità per quanto riguarda il destino di Zlatan Ibrahimovic, che oggi compie 37 anni e a gennaio potrebbe clamorosamente tornare al Milan.

Gattuso è a caccia di un centravanti per completare la rosa e il profilo dello svedese sarebbe quello ideale. L’attaccante è legato ai Los Angeles Galaxy fino a dicembre 2019, ma prima di tornare a Malmoe – dove probabilmente chiuderà la carriera – si trasferirebbe volentieri a Milano per una nuova sfida tra Serie A ed Europa League.

Al momento non arrivano conferme da Casa Milan, ma l’operazione inizia a prendere corpo sottotraccia e sarebbe simile a quella che nel 2009 portò David Beckham a vestire la maglia del Diavolo da gennaio fino a fine stagione.

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