Serie A

Mertens carica il Napoli, le parole del folletto fanno sperare i tifosi

Mertens pronto a vincere in Europa e in Italia

Al termine, dal «RoiBauduin », Mertens è felice e analizza la stagione col sorriso. Anche scherzando quando si tratta di rinnovo, carico parlando di obiettivi.

«Punto al massimo, in tutto». Il Belgio è casa sua, Napoli è la stessa cosa: «Mi sono sempre trovato bene, non ne ho mai fatto mistero. Spesso si è parlato di un mio addio, ma sono ancora qui». Difficile non credere a chi, da giugno 2013, ha esultato 92 volte in 245 gare in tutte le competizioni: «Ma davanti ho ancora tanti traguardi.

Due in particolare». Uno personale, la rincorsa ripartirà il 20 ottobre con l’Udinese. Il secondo porta al campionato, di conseguenza alla sfida con la Juve. Qui, Dries, non si nasconde.

L’Intervista al Bomber del Napoli

Mertens, finora in A 2 gol in 8 gare: a cosa punta? «Doveroso essere ambiziosi. Nelle scorse stagioni ho segnato parecchio, soprattutto due anni fa. Quest’anno sogno di farne almeno uno in più».

Gol al Milan, poi alla Juve: pensa ancora alla sfida di Torino? «È stata una partita molto sfortunata, ma il Napoli ha dimostrato di esserci. Ce la siamo giocata ed è giusto puntare al massimo. Loro hanno fatto grandi acquisti e forse sono più forti di prima, ma onestamente non mi hanno ancora convinto del tutto. A Torino abbiamo provato a vincere senza paura».

Titolo obiettivo reale? «Il Napoli c’è. Anche la Juve incontrerà delle difficoltà e noi dovremo approfittarne».

Le altre sono indietro? «Forti anche loro, penso soprattutto all’Inter».

In Europa, invece, che girone. «Gruppo duro, ma vogliamo passare il turno. Siamo in corsa dopo la vittoria sul Liverpool».

La paura della panchina e il nuovo allenatore

Passata la «paura» della panchina? «Dopo il Mondiale ero stanco, arrivare in ritardo non è stato facile. Ho parlato con Ancelotti spiegandogli che all’inizio avrei preferito essere gestito. Quindi, mi raccomando: scelta mia, non tecnica! (Ride, ndr)».

Come va col nuovo tecnico? «C’è un bel rapporto e il lavoro prosegue. Le vittorie con Liverpool e Sassuolo ci hanno dato fiducia, perché ottenute cambiando tanto. Tutti coinvolti, ognuno di noi ha risposto».

Sente ancora la mancanza di Sarri? «Se rispondessi di sì ci sarebbero i “titoloni”, ma che problema c’è se dico che mi sono trovato bene con lui? Mi divertivo e il suo gioco era scritto sul mio corpo. E questo discorso non c’entra assolutamente nulla con Carlo col quale, come detto, ho un ottimo rapporto».

In estate c’è stata la possibilità di andare via? «Qualcosa c’era, ma nulla è stato preso in considerazione. Sono felice a Napoli, lo dico da sempre. Voglio far bene qui, ho un contratto fino al 2020».

Che magari sarà rinnovato. «Per ora non ne abbiamo parlato, ma ho 31 anni. Forse qualcuno lo dimentica perché sembro più giovane,ma ormai sono un vecchietto…».

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