Serie A

Ancelotti ha individuato il nome per lanciare il suo Napoli

Il metodo Ancelotti ha convinto. Tutti remano dalla stessa parte

La rivalità è tanta nel suo Napoli, l’ha creata lui stesso con un continuo turnover che, fin qui, ha riguardato l’intero organico. La competitività, dunque, è alla base del progetto tecnico, tutti devono sentirsi partecipi, provare a renderlo vincente in qualche modo.

Le scelte di Ancelotti non sono mai banali, lo dimostrano le prestazioni e i risultati ottenuti dalla squadra. A rotazione, restano fuori pure i big, quei giocatori che nel triennio sarriano non sono mai stati messi in discussione a discapito di chi, invece, sarebbe potuto essere lo stesso funzionale al progetto.

Il Napoli punta su centravanti

Il Napoli ne ha due, uno di ruolo, l’altro adattato in quella posizione dal predecessore di Ancelotti. Arek Milik e Dries Mertens si contendono il ruolo di attaccante centrale, sin dai primi giorni di ritiro a Dimaro, quando l’allenatore informò i giocatori dell’importanza che ciascuno di loro avrebbe avuto nel suo lavoro.

Proprio quanto avrebbe voluto Aurelio De Laurentiis da Maurizio Sarri. Una pretesa che non è mai stata presa in considerazione dall’ex tecnico, mentre la richiesta del presidente ha trovato riscontro nel programma di Ancelotti. La competitività, dunque, è parte integrante del progetto tecnico. Lo zoccolo duro della squadra esiste, certo, ma è subordinato alle esigenze tattiche.

Milik e Mertens: coppia perfetta

Finora il centravanti polacco ha trovato minore spazio, in campionato, ma ha saputo ricambiare la fiducia dell’allenatore, realizzando tre reti nelle sei presenze sommate, finora, mentre Mertens pur avendo otto presenze s’è fermato a quota due gol segnati. Insomma, una rivalità che va avanti senza strascichi, nessuno dei due ha mai polemizzato per la nuova condizione ed entrambi stanno assistendo con le rispettive qualità il talento di Lorenzo Insigne.

La competizione, tuttavia, ha un tantino penalizzato Mertens che negli ultimi due anni è stato il capocannoniere della squadra e, adesso, deve aspettare la domenica per sapere se giocherà o gli toccherà la panchina.

Le scelte ponderate dell’allenatore

Su ogni scelta c’è un ragionamento. Di natura tecnico-tattica, ovviamente, perché Ancelotti decide la formazione anche in considerazione dell’avversario e delle sue caratteristiche. La scelta di schierare Nikola Maksimovic terzino destro, contro il Liverpool, per contenere lo slancio di Mané, è stata azzeccatissima, così come l’impiego, sempre su quella fascia, di Malcuit contro il Sassuolo. Esempi, nulla di più, che aiutano a capire quanto siano ponderate le scelte dell’allenatore.

Che si comporta allo stesso modo anche per quanto riguarda i due attaccanti. Data per scontata la presenza di Lorenzo Insigne, Ancelotti deve decidere, di volta in volta, chi affiancargli. Con Milik viene garantita una maggiore sostanza al centro dell’area avversaria, anche il gioco degli esterni viene in parte modificato dalla necessità di arrivare sul fondo e crossare per capitalizzare lo stacco del polacco.

Con Mertens si prediligono gli spazi stretti, gli scambi ravvicinati e la possibilità di sorprendere in velocità e rapidità le difese avversarie.

Dopo la sosta si riparte, Serie A e Champions League

Dopo la sosta il Napoli è atteso dalla trasferta di Udine. Sulla carta non dovrebbe essere proibitiva e dovrebbe consentire al collettivo napoletano di continuare l’inseguimento alla Juventus senza affanni.

Ancelotti alla Dacia A rena continuerà il suo turnover anche perché tra sette giorni ci sarà la trasferta di Parigi per il terzo turno di Champions League. Un risultato positivo sarebbe un passo avanti verso la qualificazione: attualmente, il Napoli è in testa alla classifica del girone con quattro punti

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