Perché il Milan non può fare a meno di Higuain

La crisi del gol e il mercato che chiama: l’autunno complicato di Higuain

Il calciomercato non dorme mai, è vero, ma le settimane che precedono l’apertura della sessione invernale sono diverse, e questo i tifosi lo sanno bene. Comunemente chiamato “di riparazione“, poiché le squadre maggiormente attive, di solito, sono quelle che nella prima parte di stagione hanno avuto più gatte da pelare. Il mercato sembra essere sempre la soluzione a tutti i mali di un club; non è un caso, dunque, che in questi giorni abbia toccato colui che viene sempre più spesso additato come un “problema” per il Milan: Gonzalo Higuain.

Il Pipita non segna da sette partite, un’eternità per un bomber, ed ecco che gli addetti ai lavori non hanno esitato ad assegnarli la palma del problema. Aggiungiamo alla ricetta l’imminente riapertura del mercato e otteniamo un Higuain “svogliato” e con le valigie già pronte, direzione Stamford Bridge. Quasi dimenticavo la sentenza UEFA di pochi giorni fa, che a quanto pare (come se in estate nessuno sapesse del Fair Play Finanziario) avrebbe portato il Milan a considerare troppo oneroso il riscatto dell’argentino.

Un regalo da non sciupare

A livello narrativo, la storia regge bene, nulla da dire. C’è solo un piccolo particolare che ai più sfugge: il Milan non può (e probabilmente non vuole) cedere Higuain. I motivi sono molteplici, in primis il cartellino. Ammesso che la società sia disposta a non riscattarlo (e quindi a perdere i 18 milioni di caparra), quale altro attaccante di livello mondiale potrebbe mai acquistare per 36 milioni di euro? Nessuno, ovviamente. Le cifre che governano il mercato dei bomber sono allucinanti, e fanno sembrare il riscatto del Pipita un regalo. Anche a livello di ingaggio, con l’eccezione di Icardi che incredibilmente percepisce meno di 5 milioni, il compenso di Higuain è perfettamente allineato ai parametri europei, anzi forse con qualcosa in meno.

La chiave è il gruppo

Assodato questo, passiamo al campo, che come sempre si conferma giudice supremo. Gonzalo non sta brillando, è evidente, ma non può essere un caso che le sue prestazioni siano peggiorate con l’aggravarsi della situazione infortuni di casa Milan. L’attaccante rossonero viene da sempre lodato per la capacità di aiutare la squadra in tutti i reparti, ma non dimentichiamoci che resta pur sempre un puntero. Non esiste attaccante che riesca a far bene se mal supportato, e Higuain al momento è un uomo solo al timone. Il centrocampo, tra infortuni e lacune, non dispone oggi della qualità necessaria per permettere al numero 9 di esprimere tutto il suo potenziale, costringendolo ad azioni personali e/o casuali.

Gonzalo può e deve fare di più, ma gli attaccanti necessitano dell’aiuto di tutta la squadra per dare il meglio di sé. Con ogni probabilità Higuain si sbloccherà presto, lasciandosi alle spalle il momento no e zittendo tutti i critici. La speranza è che insieme al Pipita anche il resto della squadra possa rialzarsi, perché il calcio è uno sport collettivo, dove la punta rappresenta il terminale di un gruppo che rema nella stessa direzione. L’argentino è colui che fa la differenza tra i rossoneri e le altre pretendenti al quarto posto, ed è il mattone sui cui costruire il futuro prossimo del Milan.

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