Inter, “Via Spalletti!”: siamo sicuri che sia colpa sua? L’analisi

Inter, che succede?

L’Inter non va, non va più. Sono due adesso le sconfitte consecutive rimediate, tra l’altro, contro due avversari sulla carta abbordabilissimi: il Torino e il Bologna. Si grida alla crisi, all’esonero di Spalletti e, come sempre in questi casi, si corre il rischio di non essere completamente lucidi nell’analisi della delicata situazione nerazzurra.

Analizziamola dunque, partendo, come detto, dal primo “colpevole” secondo i tifosi: Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha creato questa squadra, nell’estate del 2017, e adesso non sa più come guidarla. Colpa sua? Certamente. Non solo, però. Questa squadra è fatta di gente che, di punto in bianco, decide di mollare.

Ricorderete certamente le parole di D’Ambrosio, nella stagione 2016/17, quando ammise candidamente che lui e i suoi compagni di squadra “avevano mollato”. Di quella squadra che concluse settima a 62 punti, oggi in nerazzurro ci sono ancora dieci giocatori. Tra questi, più di uno, nel mercato di riparazione da poco concluso, ha tentato la fuga. E per qualcuno (si veda Perisic, ndr) non era neppure la prima volta.

Ausilio intoccabile

Se l’Inter è composta da questi giocatori, permettetemi di dire “mezzi giocatori”, la colpa non è certo di Spalletti, al quale si può imputare di aver puntato su Nainggolan piuttosto che su Rafinha, idolo della tifoseria. L’addio di Zaniolo non è certo attribuibile al tecnico: è attribuibile a chi ha condotto le trattative per l’acquisizione del belga. La colpa, diciamolo una volta per tutte, è di chi questa squadra l’ha assemblata e che giace indisturbato sulla poltrona “in pelle umana” nel suo bellissimo ufficio: Piero Ausilio.

Sì perché i mercati, negli ultimi anni, li ha condotti lui. Vero, ha dovuto fare i conti con le strette maglie del financial fair play ma nonostante questo ha avuto centinaia di milioni a disposizione. Tutti, o quasi, sprecati. A parte rare eccezioni, è difficile infatti ricordare acquisti che hanno lasciato il segno nella storia recente nerazzurra.

Però, nonostante questo, Piero è rimasto sempre lì al suo posto. Addirittura nel 2017 è stato premiato per le sue scempiaggini con il rinnovo di contratto fino al 2020. E’ evidente che molte colpe dei sistematici declini nerazzurri siano sue. Perché è impossibile che Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli, Vecchi e Spalletti siano tutti incompetenti o che vengano colpiti da improvvisa deficienza una volta varcati i cancelli della Pinetina.

Ergo: siamo davvero sicuri che le colpe siano di solo Spalletti o, più in generale, dei tecnici? Se si imboccasse ancora la strada dell’esonero e si lasciasse lì Ausilio, nelle prossime stagioni l’Inter correrebbe il rischio di ricascare nella melma nella quale sistematicamente cade da nove anni a questa parte. Nove anni segnati da un unico comune denominatore: Piero Ausilio, l’intoccabile.

 

 

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