Juventus, la difesa è out: ora le responsabilità di Allegri sono evidenti

Juventus: senza la difesa titolare crollano le certezze

La Juventus attraversa un periodo davvero delicato. La sconfitta contro l’Atalanta ed il pareggio allo Stadium, dopo il gol di Gervinho, hanno fatto scattare l’allarme nello spogliatoio bianconero. In realtà, gli infortuni di Giorgio Chiellini (prima) e di Leonardo Bonucci (dopo) qualche preoccupazione l’avevano già creata. Ma una rosa così attrezzata come quella juventina non può crollare in questa maniera. I due centrali sono i pilastri della squadra però le soluzioni ci sono, forse andrebbero sfruttate meglio.

Max Allegri poco lucido

La Juventus, con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, è stata costruita per alzare la famosa Champions, anzi, tentare il tanto sperato Triplete. Quest’ultimo è poi svanito dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Esistono dei limiti?

Probabilmente si e lo si nota in ogni gara,dove i ragazzi dimostrano di essere totalmente anarchici. La formazione bianconera è ricca di individualità ma non dimostra di avere un’identità di gioco precisa. Tanta fisicità, difesa rocciosa e giocate dei singoli permettono, quasi sempre, i tre punti. Eppure CR7 e compagni sono andati in difficoltà in varie occasioni. Ecco tre modi per infastidire la Juventus:

  • Pressing alto sul portatore di palla
  • Fraseggi brevi con tocchi di prima intenzione
  • Palla a terra e nessun riferimento in area

In questa maniera, la squadra di Max Allegri ha dimostrato di andare nel panico. A centrocampo, senza Pjanic, manca la qualità ed i possenti Emre Can, Bentancur e Matuidi non fanno girare la squadra. La mancanza di tecnica permette agli avversari di recuperare palla e ripartire in velocità. Tale handicap viene compensato da un quasi sempre sublime Giorgio Chiellini , pronto a risolvere qualsiasi situazione di pericolo. L’attacco, ricco di qualità, rischia di girare a vuoto se non accompagnato dalla fantasia dei centrocampisti. Ecco perché la fisicità di Mario Mandzukic risulta essere determinante ai fini del risultato. E’ accaduto contro l’Inter, infatti, il croato ha siglato il vittoria facendo prevalere il proprio fisico su un cross di Cancelo dopo un primo tempo dominato dai nerazzurri.

Proprio il portoghese, con Pjanic, è l’unico capace di impostare e proporre assist ai suoi compagni. Le lacune difensive del terzino sono compensate dall’unica coppia collaudata Leonardo Bonucci -Giorgio Chiellini.

Il problema

Solitamente la coppia centrale ha risolto tanti problemi ma senza di loro si fa davvero fatica. Max Allegri ha proposto Daniele Rugani e De Sciglio ( o Caceres) ma i risultati sono stati pessimi. Gli ultimi due, per caratteristiche, sono più terzini che difensori ma sentono di essere soltanto dei panchinari. Probabilmente, il tecnico toscano avrà fatto un errore di valutazione, snobbando l’unico centrale di ruolo ( Mehdi Benatia), ceduto senza problemi in Arabia.

Non sempre le individualità ma anche il collettivo

Come si è potuto notare, nonostante le tantissime individualità anche una squadra come la Juventus risulta vulnerabile. Una rosa completa in ogni reparto, con sostituzioni all’altezza come fa ad avere punti deboli?

A calcio si gioca in undici e, per diventare imbattibili, è necessario inculcare un’identità di gioco alla propria formazione che vada oltre il talento dei singoli. La Juventus è una squadra cinica ma non offre gioco e scende in campo con la consapevolezza di essere impenetrabile in difesa, con un attacco  che almeno un gol a partita lo garantisce. Nulla di più errato perché, come accaduto contro il Parma, di reti ne sono state messe a segno ben tre ma, nello stesso tempo, ne sono state subite altrettante .

Il problema è la difesa?

Non è la difesa il problema ma la dipendenza da Chiellini e Bonucci creata stesso Allegri. Il tecnico si conferma un ottimo gestore ma un pessimo creatore di gioco. Le partite si vincono con la qualità collettiva ed in questo la Juventus pecca. Una rosa con Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala Douglas Costa, Bernardeschi e Pjanic non può andare in affanno se viene pressata da chiunque.

I limiti sono evidenti soprattutto in campo internazionale dove il confronto avviene con formazioni altrettanto forti, stracolme di campioni ma con un’identità di gioco ben definita. City, Barcellona e Liverpool aggrediscono le squadre avversarie e non presentano alcuna difficoltà quando vengono pressate. Da questo si evince che esiste una sinergia tra i reparti che alla Juventus manca. Proprio la sinergia che un allenatore dovrebbe garantire prima di accettare un progetto. Caratteristica che a Max Allegri manca totalmente.

Allegri ha fallito?

Sicuramente ha dato continuità al progetto iniziato da Antonio Conte, anche se il valore della rosa è stato sempre superiore alle altre concorrenti del campionato italiano. In campo internazionale, le finali perse non hanno regalato la tanto sperata Champions. Adesso, la Juventus,sulla carta, può giocarsela con chiunque, soprattutto dopo l’arrivo di CR7, ritenuto l’uomo della Champions. E se dovesse svanire l’ennesimo assalto alla Coppa più ambita, Max Allegri ha buttato al vento l’ennesima occasione per confermare di essere un allenatore da top club.

Inter, finalmente il centrocampista di qualità: tifosi in delirio

Juve, il difensore si avvicina: spunta la contropartita