Di Francesco presenta la sfida contro il Porto: “Dobbiamo essere ambiziosi”

Le parole di Eusebio Di Francesco e Daniele De Rossi

La Roma prepara il match di Champions League contro il porto, in programma domani sera. Nella conferenza di Eusebio Di Francesco è intervenuto anche il capitano Daniele De Rossi che ha risposto con chiarezza a domande molto importanti. Il momento dei giallorossi in Campionato altalenante ma in Europa, la squadra dimostra di avere altri stimoli. Proprio in merito a questo è arrivata la prima domanda per il tecnico ex Sassuolo.

Possiamo dire che la Champions è la sua competizione preferita?

l percorso è sempre lungo, ma è un’occasione per fare una grande partita e riportare entusiasmo nell’ambiente. Ogni occasione è importante, la Champions ancor di più.

Risposta molto importante anche per quanto riguarda il capitolo infortuni. Di Francesco chiarisce con queste parole:

“Sicuramente recuperiamo Manolas, Olsen sarà in dubbio fino a domani mattina. Abbiamo perso Schick per un infortunio muscolare. Tutti gli altri non saranno a disposizione, parlo di Perotti e Under. 

Il ruolo di Nicolò Zaniolo?

Non lo so ancora, può giocare anche a destra in attacco come ha fatto altre volte. Ma lì può giocare anche Kluivert o Florenzi. Sto facendo delle valutazioni e nella mia testa c’è anche l’opzione Zaniolo in quel ruolo.

De Rossi svela un grande retroscena

Daniele De Rossi svela, durante la conferenza, un clamoroso retroscena circa la sua carriera.

C’è stato il pensiero di smettere?

Era più un punto interrogativo, ma non ho mai pensato di smettere. Chiaramente il punto interrogativo dipendeva dalle mie condizioni fisiche, non sapevo quanto il ginocchio avrebbe retto e un’operazione a 35 anni non l’avrei fatta. Ma con un’oculata gestione e l’aiuto dell’allenatore posso ancora giocare. 

 In queste due stagioni la Roma è stata più volte vicina al baratro, cosa fa Di Francesco per aiutarvi puntualmente a risalire?

“Ha un’idea di calcio, non cambia quando le cose vanno male. Lui sa cosa accade in campo e riconosce i nostri problemi.

Ma secondo me sull’orlo del baratro non ci siamo stati parecchie volte, io sono stato anche quartultimo in classifica e lì mi sentivo decisamente più sotto pressione”.

 

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