Storia Genoa, “Il mio primo giorno di scuola”

STORIA GENOA – Primi di settembre del 1972. Allora i campionati avevano quella data d’inizio, erano prima dell’inizio della scuola e coincidevano quasi sempre con il Gran Premio d’Italia. Quella domenica c’era, al Ferraris, in programma la sfida dei Grifoni. Genoa-Perugia. Fossati aveva costruito una squadra molto forte, prendendo il meglio possibile dalle squadre della categoria, che allora era la serie B, e qualche giovane promessa. Il Perugia era una squadra esperta, tosta e che aveva un attaccante che poi avremmo conosciuto molto da vicino, Fabio Bonci, a sconquassare le difese.

Ma quella seconda domenica di settembre il Genoa si dimostrò più Grifone degli umbri, e mise in mostra un gioiello che si presentò all’Italia calcistica con una perla di gol che la Domenica Sportiva fece vedere più e più volte. Era più o meno il decimo del primo tempo quando Tony, un nome che adesso è tornato di moda, arpionò in girata un pallone e lo spedì dritto dritto all’incrocio. “Belin, emmo truvou o centravanti” fu il commento che si sentiva, continuo, in gradinata. Tony di cognome faceva Bordon e non Sanabria, e veniva da Cormons e non dal Paraguay, ma segnava come un cronometro anche lui.

Storia Genoa, Manera come Facchetti

Tanto che Listanti, vicecapocannoniere della stagione precedente, finì mestamente in panchina e da lì si alzò ben poche volte. Dopo quel primo gol il Genoa fece capire che, per la categoria, era una grande squadra e chiuse rapidamente il conto con il Facchetti dei poveri, quel Mario Manera che portava la maglia numero 2 anzichè la 3 dell’interista ma nell’area avversaria era altrettanto pericoloso. Era tanto strano vedere un terzino segnare così tanto che la prima maglia del Genoa che ebbi, la volli col numero 2, ed è l’unica numerata. Non so che fine abbia fatto, dove sia finita. So solo che, visto che quel Genoa era fortissimo ma era pur sempre il Genoa, a due minuti dalla fine segnò proprio quel Fabio Bonci del quale avevamo fatto prima il nome, e lo stadio trattenne il respiro fino al fischio finale. Perchè, lo sanno tutti, col Genoa c’è sempre da aspettarsi di tutto. 1972\73, il mio primo Genoa: Spalazzi, Manera, Ferrari, Maselli, Benini, Garbarini, Perotti, Bittolo, Bordon, Simoni, Corradi.
Renato Villa

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