Mauro Icardi: il retroscena sulla lettera che lascia senza parole

La lettera di Mauro Icardi

Mauro Icardi, due settimane dopo aver perso la fascia di capitano dell’Inter, rompe il silenzio. L’attaccante argentino sceglie Instagram per pubblicare una lunga lettera. Il centravanti scrive: “È nei momenti più difficili che si dimostra il vero Amore. È in quei momenti che ho deciso di rimanere all’Inter, con l’Inter”. In una scuola di giornalismo farebbero i complimenti per il lead. C’è il giusto patos. C’è la dose di romanticismo che, in un’epoca dove condividiamo cagnolini con gli occhi a forma di cuore, non guasta mai. C’è anche una mancanza, però. L’Icardi che scrive è lo stesso Icardi che ha deciso di non partire per Vienna? Perché in quei giorni la squadra viveva giorni difficili.

Il passato un po’ incompleto

“Quando ho sentito che con i miei gol potevo aiutare l’Inter a essere più forte, di tante cose. Più forte dei problemi di fair-play finanziario. Più forte delle nostre difficoltà, quando erano in tanti a giudicare che come squadra non valevamo un granché all’Inter. Con l’Inter. E nonostante tutto, ho sempre deciso di rimanere”. Un brivido può attraversare la schiena dei romantici. I cinici (come chi scrive) si domandano: Icardi ricorda perché l’Inter era in quelle condizioni? L’Inter non si è “bevuta il cervello” all’improvviso ed è passata da Stankovic a Kuzmanović. In quegli anni la società viveva difficoltà economiche. Se non fosse stato per Erick Thoir, oggi forse racconteremmo altre storie.

Icardi e i medici

“Ma ho sempre solo insistito per scendere in campo, anche contro i consigli medici. Perché scendendo in campo son riuscito a dimenticare ogni dolore, con l’unico obiettivo di dare tutto quello che potessi per aiutare questi colori. All’Inter. Con l’Inter”. I latini dicevano: Repetita iuvant. Quindi: perché non è partito per Vienna, Icardi?

Il rapporto col gruppo

Il centravanti ha parlato del rapporto con squadra e società. “Ho realizzato il mio sogno, ho realizzato il sogno di tutti noi interisti tornando in Champions League, con la squadra di cui ero capitano. Perché ho sempre sentito e trasmesso amore per questi colori. Ho sempre disapprovato quelli che alla prima occasione provavano ad andarsene dal club. Ho rispettato i tifosi, i miei compagni, la società e tutti gli allenatori che sono passati durante la mia permanenza. Ho collaborato con il club, in campo e fuori, nell’inserimento di ogni nuovo giocatore, mostrandogli che solo con la passione avremmo potuto raggiungere i nostri obiettivi”. Questo passaggio sa di addio. Il passato prossimo, mantenuto sistematicamente, non sembra far presagire nulla di buono. In questi giorni sono uscite indiscrezioni di calciomercato che vedono Icardi accostato a Juventus e Napoli. Se è vero amore, perché le amanti non sono state pubblicamente respinte?

Il finale

L’attaccante argentino conclude: “Non so se in questo momento ci sia amore e rispetto verso l’Inter e verso di me da parte di alcuni che prendono le decisioni. Non so se ci sia da parte di alcuni di agire e risolvere le cose solo ed esclusivamente per amore dell’Inter. In una famiglia possono succedere molte cose, belle o brutte. E per amore si può sopportare molto, di tutto. Ma non deve mai venire a mancare il rispetto. Questi sono i miei valori, questi sono i valori per cui ho sempre lottato. Nella mia storia. All’Inter. Con l’Inter”. L’ultimo capoverso sarebbe stato perfetto, se avesse avuto un finale diverso. Quale? Amo così tanto l’Inter che, giovedì sera a Francoforte, sarò in campo anche senza la fascia da capitano. O no?

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