Plusvalenze Serie A, l’analisi di Bellinazzo: situazione preoccupante

PLUSVALENZE SERIE A– Il calcio italiano rischia davvero grosso e dopo le ultime analisi sulle plusvalenze si rischia di tornare ai tempi di ” Bolla 200″. Le operazioni sui cartellini dei singoli calciatori rappresentano per le società, oltre ai diritti tv,  ricavi fondamentali. Negli ultimi cinque anni, come riporta Il SOle 24 Ore, la tipologia delle plusvalenze ha avuto un incremento del 66% e questo modus operandi potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche.  Nell’attuale stagione le maggiori squadre della Serie A hanno confermato questi numeri:

  1. Juventus  94
  2. Fiorentina 89
  3. Roma 65
  4. Lazio 61
  5. Inter 50
  6. Atalanta47
  7. Sampdoria 38
  8. Udinese 37
  9. Milan 36
  10. Napoli 30

Il calcolo della plusvalenza

L’acquisto dei calciatori a prezzi spropositati ha un effetto benefico per la società che vende.  La differenza tra la somma incassata e quella originariamente versata per il cartellino di un calciatore rappresenta un surplus che si può subito iscrivere nel conto economico.Se poi tale calciatore è un prodotto del vivaio, il guadagno è netto ed in tante occasioni potrebbe addirittura risanare i conti in rosso di tante società.

Il vero problema

Il meccanismo contabile spesso potrebbe avere dei valori non reali che caratterizzano trattative con prezzi gonfiati. Lo scopo, come spiegato prima, è quello di favorire il bilancio di chi vende con il benestare dell’acquirente. Il cosiddetto favoritismo del club che acquista verrà restituito in altre operazioni di mercato.

Ancora Il Sole 24 Ore riporta datti allarmanti che confermano:

“Le “Sette Sorelle”, MilanInterJuventusParmaLazioRoma e Fiorentina nelle tre stagioni che vanno dal 1996 al 1999 maturano 750 milioni di euro di plusvalenze su un totale di 1.200 milioni (il 62%)”.

Logicamente non tutte le operazioni di mercato sono da considerate fittizie ma, anche quest’anno, sono state molteplici quelle che più di un dubbio lo hanno creato. E’ il caso di Sturaro pagato 18 milioni nonostante un infortunio che lo ha tenuto fermo per una stagione intera. E’ il caso di Mandragora passato all’Udinese ma in particolar modo quello della Primavera del Chievo.

Purtroppo non esiste un organo  che possa verificare la l’esattezza e la giusta quotazione della trattativa. Non esistono listini che obbligano delle cifre per ogni cartellino e, proprio per questo,i dirigenti hanno totale libertà di vendita e di acquisto. Soltanto le istituzioni calcistiche dovrebbero trovare il coraggio e stabilire nuove leggi per dare fine a questo doping calcistico.

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