ESCLUSIVA CD – Auguri, Inter! Gianfelice Facchetti: “È sempre un affare di famiglia”

INTER – “Crederci sempre nel rispetto delle regole”. Di nome fa Gianfelice. Il cognome è Facchetti. Per i 111 anni dell’Inter, il figlio del nostro capitano parla a 360 gradi dei neroazzurri. Lo fa in una intervista esclusiva che spazia da Suning – “Sta facendo un ottimo lavoro” – al derby col Milan: “Occhio, c’è prima la Spal. E comunque non partiamo battuti nella sfida contro i rossoneri”. E poi: scoprite insieme a noi cos’è davvero l’Inter. Buona lettura.

“Inter, un affare di famiglia”

“Cos’è per lei l’Inter?”

L’Inter è tante cose. E’ un affare di famiglia: dal giorno in cui papà ha sposato questi colori è cambiata la sua vita e quella di chi è venuto dopo di lui. Facciamo quindi parte, di riflesso, della storia nerazzurra. Tifare i nerazzurri poi è qualcosa che va al di là del semplice tifo: il modo in cui si sta attorno alla squadra è unico, nonostante gli alti e i bassi nella nostra storia“.

“Sono passati centounidici anni: qual è la pagina più bella e quale la più brutta?”

Credo che di pagine belle ce ne siano davvero tante: l’anno scorso ho scritto un libro con il quale ho ripercorso la storia nerazzurra. Anche le brutte però fanno parte della bellezza della vita, che ti porta sù e ti porta giù, a volte ti fa arrabbiare e ti fa “disperare” sportivamente parlando. Ma chi è innamorato di una squadra deve prendere il bello e il brutto che viene. Gli interisti negli ultimi anni sono cambiati molto: nonostante i risultati siano quelli che sono San Siro registra ogni domenica numeri spaventosi. Questo è un chiaro segnale che si stia andando nella giusta direzione“.

“”Ora è una stella” è uno fra i libri sull’Inter più belli. Suo padre ora è una stella: che eredità ha lasciato?”

A me, in quanto figlio, ha insegnato a crederci sempre nelle cose che si vogliono fare, però nel rispetto delle regole. E questo è un insegnamento che anche mia madre mi ha “regalato”“.

“Come sta lavorando Suning?”

Stanno lavorando benissimo: a loro va concesso tempo. Non è facile avere a che fare con il calcio, non è facile arrivare dalla Cina, dove il calcio è “diverso” rispetto a qui, non è facile rilevare una società che ha vissuto due cambi di proprietà in pochi anni, di cui una era quella Moratti. Hanno anche dovuto fare i conti con i paletti del FFP che gli hanno impedito di muoversi come avrebbero voluto. A loro poi va concesso il beneficio dell’errore, però mi sembra che ci siano stati dei segnali molto chiari sulle loro intenzioni: vogliono fare dell’Inter una delle squadre più forti al mondo“.

“Ha mai pensato ad una formazione “tipo” di questi centoundici anni?”

Me l’avevano chiesto per scherzo amici tempo fa, ma non ce la faccio, son troppi! (ride, ndr). Io giocavo in porta da ragazzo, quindi con i portieri mi viene più facile. Ho conosciuto Sarti, portiere della “Grande Inter”, ho conosciuto Franzosi.  Da piccolo stavo in braccio a Ivano Bordon. Poi Zenga che era il portiere dello “Scudetto dei Record”. Anche Julio Cesar e Toldo… Ripero: il fatto di avere l’imbarazzo della scelta vuol dire che l’Inter ha avuto a sua diposizione nel corso degli anni tantissimo talento. Siamo stati molto fortunati a poter vedere calciatori così forti. Fare un undici tipo è quindi impossibile“.

“Domenica prossima c’è il Derby: ultima spiaggia per i nerazzurri o c’è ancora tempo?”

Prima del Derby c’è la Spal e non banalizzerei questa sfida, considerando che venerdì scorso abbiamo perso contro il Cagliari. L’Inter ha perso più punti con le squadre di media/bassa classifica che con le big e i campionati si vincono contro le piccole e quindi il match contro gli estensi è il più “giusto” per arrivare al Derby. Fino alla sfida contro il Cagliari sembravamo in ripresa, poi abbiamo staccato la spina, ieri invece mi è sembrata tutto sommato una buona partita. Adesso speriamo che ci sarà il recupero di Icardi. Io comunque sono fiducioso: se domenica si batte la Spal, il derby sarà tutto da giocare. Non vedo un’Inter battuta, anche se il Milan in questo momento sta capitalizzando al massimo le occasioni che riesce a costruire“.

“Ultima domanda: dove vede l’Inter tra centoundici anni?”

Spero che sia ancora in mani sicure, che sia sempre una squadra preparata e costruita per stare in alto perché la storia l’ha vista sempre protagonista. E mi auguro che il calcio sia ancora uno sport in grado di regalare emozioni“.

Ringraziamo Gianfelice Facchetti per la disponibilità.

 

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