ESCLUSIVA CD – Guardiola Juve, tutto vero! Le parole dell’autore dello scoop

Guardiola Juve. La notizia della settimana è senza dubbio quella che vede come possibile l’approdo del tecnico spagnolo in bianconero. A tal proposito noi di Calciodipendenza abbiamo intervistato Luigi Guelpa de Il Giornale, colui che ha lanciato quello che, a tutti gli effetti, potrebbe essere lo scoop della stagione.

Pep Guardiola sarà davvero il prossimo allenatore della Juventus?

Questo non lo so nemmeno io. L’unica informazione che posso confermare è che, in settimana, un dirigente della Juventus, probabilmente Paratici, ha incontrato Pep Guardiola a Manchester. L’oggetto della discussione è stato, ovviamente, un possibile approdo del tecnico a Torino al termine della stagione con un contratto di quattro anni. I bianconeri fanno leva sulla situazione del City in merito al FFP che potrebbe portare al blocco del mercato per due sessioni, come successo poche settimane fa al Chelsea. Questo eventuale blocco metterebbe in seria difficoltà Guardiola che al Manchester City riveste sia il ruolo di allenatore che quello di manager, pratica usuale in Premier League, e questo blocco potrebbe seriamente compromettere i piani di Pep. Le due parti si sono piaciute ma da qui a giugno tutto può succedere. Allegri potrebbe lasciare al termine della stagione, nonostante il contratto scada nel 2020, ma la stagione è ancora lunga ed è difficile fare delle previsioni in questo momento.

Guardiola in conferenza stampa ha smentito un suo arrivo alla Juventus, semplice procedura o la chiusura è davvero lontana?

Credo si tratti di entrambe le questioni. Il contatto tra le parti c’è stato ma la trattativa è ancora in fase embrionale; d’altro canto entrambe le squadre stanno affrontando il momento clou della stagione sia in campionato che in Europa. Creare una situazione di imbarazzo, in questo momento, non farebbe bene ne’ alla Juventus ne’ al Manchester City. Oltretutto Pep non ha mai voluto trattare pubblicamente queste questioni. Quando lasciò il Barcellona si prese un anno sabbatico e fu proprio la squadra tedesca ad annunciare il suo arrivo, dopo che Heynckes comunicò al club che non avrebbe rinnovato il contratto. Simile fu anche il suo passaggio al Manchester City. Fu proprio il club di Manchester, infatti, a comunicare l’arrivo di Pep ma solo dopo l’annuncio di addio di Pellegrini. La sua smentita mi sembra una procedura standard e, come dicevo prima, trovo che il momento della stagione sia troppo importante e destabilizzare l’ambiente non è di certo nei piani del tecnico.

Quando Guardiola lavora in un campionato la nazionale fa un salto in avanti, al tempo del Barcellona la Spagna fu campione di tutto, la Germania vinse il Mondiale quando lui allenava il Bayern, l’Inghilterra è arrivata a un passo dalla finale al suo secondo anno al Manchester City. Si tratta di una coincidenza o anche la nostra nazionale potrebbe giovare dal suo arrivo?

In Spagna e in Germania non è stato di certo un caso, visto che sia il Barcellona che il Bayern portavano tanti giocatori alla nazionale. Diverso invece il discorso sull’Inghilterra visto che il City è una squadra con una forte impronta internazionale. Resta comunque evidente che Guardiola dia tanto al campionato in cui arriva. Se dovesse davvero arrivare alla Juventus penso che sarà importantissimo per l’immagine del nostro campionato, più di quanto abbia fatto l’arrivo di Cristiano Ronaldo visto che la situazione del nostro calcio è rimasta preoccupante. Il suo arrivo, inoltre, sarà ottimo per tanti motivi. Porterà certamente le sue idee e le sue modalità di lavoro e potrebbe lanciare anche nel nostro campionato la figura dell’allenatore-manager. Lui e Paratici, che all’ombra di Marotta ha imparato moltissimo, potrebbero formare un’ottima coppia soprattutto in ottica mercato. Porterà, inoltre, tanto a livello umano. A tal proposito mi piace ricordare un aneddoto di quando ancora vestiva i panni da calciatori. Era estate, in un piccolo paesino vicino Girona e, mentre i suoi colleghi si godevano le vacanze, lui seguiva il proprio programma di allenamento. Qui l’ho visto per la prima volta, per le vie del centro mentre faceva footing passando tra la gente e nessuno osava fermarlo, impensabile al giorno d’oggi. Per concludere devo però ammettere che, da romantico quale sono, preferirei vederlo approdare al Milan o all’Inter e non alla Juventus, per riavvicinarsi alla Serie A degli anni ’80 e ’90 dove le superstar si dividevano tra tutte le squadre alzando notevolmente il livello del campionato.

Se Guardiola dovesse arrivare la Juventus sarà in grado di assecondare le sue richieste sul mercato o dovrà lavorare con la rosa già presente?

Penso che da qui dipenderà la riuscita, o il fallimento, di questa operazione. A parole si possono dire cose importanti ma è con i fatti che bisogna dimostrare di credere fino in fondo al progetto, basti guardare ciò che succede al Napoli dove Ancelotti non ha potuto operare in maniera massiccia sul mercato e, infatti, il distacco con la Juventus parla chiaro. Penso che Guardiola avrà la proverbiale “lista della spesa” per rinforzare i bianconeri, soprattutto per quanto riguarda il reparto difensivo dove la Juventus dovrà trovare rinforzi sia per quanto riguarda i centrali che la fascia sinistra. Barzagli si ritirerà a fine stagione e sia Chiellini che Bonucci hanno i loro anni, a sinistra invece servirà qualcuno perché Alex Sandro non ha mantenuto le aspettative di qualche anno fa. Con il suo arrivo penso che ci saranno quattro o cinque acquisti importanti: penso a Marcelo e Koulibaly per la difesa e Isco per il centrocampo ma non escluderei che volesse portarsi dietro qualcuno da Manchester. Ovviamente le ambizioni della Juventus richiedono l’arrivo di giocatori già fatti e finiti e non giovani di prospettiva.

Abbiamo parlato di cosa potrebbe portare Guardiola al calcio italiano. Cosa potrebbe insegnare, invece, il calcio italiano a Guardiola?

Io sono dell’idea che il nostro campionato non sia di livello fenomenale, ma penso che sia difficile sia da vivere che da affrontare soprattutto per la preparazione difensiva che hanno le squadre. Sarà proprio da questo aspetto che Guardiola potrà imparare, come ha già fatto nelle sue esperienze da giocatore al Brescia e alla Roma dove, tra gli altri, ha potuto lavorare con Mazzone che in quanto a fase difensiva è stato uno dei massimi esperti del nostro campionato. Dovrà, inoltre, fare i conti con la pressione mediatica del nostro calcio, molto diversa rispetto a quella che affronta in Inghilterra. Non è da escludere, infatti, che la sua condanna per doping di inizio anni 2000 possa essere rispolverata dai detrattori della Juventus ma Pep è un uomo che sa guardare avanti e sa proteggersi. Penso, quindi, che saprà gestire anche questa pressione mediatica.

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