Inter: l’eliminazione, la notte della rabbia e la decisione estrema

Inter, la notte della rabbia

L’Inter è stata eliminata dall’Europa League al termine di una doppia sfida che ha evidenziato i limiti di questa squadra. L’andata è stata caratterizzata dall’errore di Marcelo Brozovic dal dischetto. Chiunque può sbagliare un calcio di rigore. Roberto Baggio lo calciò alto nella finale del Mondiale di Usa 1994. È stato infatti il secondo tempo il peccato mortale della sfida di Francoforte. La squadra ha perso 50 metri di campo e si è fatta schiacciare. La gara di ritorno è stata invece la figlia della paura. De Vriji dopo 5′ è goffamente scivolato. Un errore che l’olandese non ha mai commesso. Poi c’è stata la mancata reazione di un gruppo. Il che, individuato il capro espiatorio, ha cercato di alzare la voce con gli avversari ma si è riscoperto afono. Dopodiché c’è il tecnico. Luciano Spalletti non è quel ‘fenomeno’ che alcuni interisti di nuova generazione cercano di descrivere. Salvo l’esperienza in Russia, il tecnico di Certaldo in 25 anni di carriera ha vinto due Coppe Italia e una Super Coppa. Infine ci sarebbe Mauro Icardi… Un giocatore dell’Inter che rifiuta di mettersi a disposizione per l’Europa League e il derby, non merita altro spazio.

Come si è arrivati a questo punto?

Questa situazione ha sempre un comune denominatore: il direttore Piero Ausilio. Non lo si difenda con “Ah, ma c’è il FairPlay finanziario”. Negli ultimi cinque anni ha costruito le squadre che “o mollavano dopo Torino” oppure si scioglievano in Europa contro il Beer Sheva. In cinque anni di (anche) sua gestione l’Inter è stata condannata a noni, settimi, sesti, quinti e quarti posti. Attenzione: tolte Juventus e Napoli, le avversarie non erano l’Ajax di Cruijff.

La decisione

La parola “rifondazione” è stata abusata. Però è quella che, oggi, calza a pennello. A giugno, però, dovrà esserci davvero la “rifondazione”. A cominciare dal direttore, passando per almeno sette degli undici giocatori che sono scesi in campo ieri sera contro l’Eintracht. Antonio Candreva, Matías Vecino, Danilo D’Ambrosio, Ivan Perisic, Cédric Soares sono giocatori da Inter? Se rispondete anche solo “forse”, mentite sapendo di mentire. E poi: Luciano Spalletti è un allenatore per l’Inter? Come ho già avuto modo di scrivere, la società ha vinto tutto quando in panchina ci sono stati sergenti di ferro. I nostalgici vorrebbero il ritorno di José Mourinho. I pratici vorrebbero invece l’arrivo di Antonio Conte. Francamente non saprei scegliere. So che, però, entrambi non permetterebbero a una squadra di passeggiare in un ottavo di Europa League, nè di dire: “Dopo Torino abbiamo mollato”.

Il derby contro il Milan

Ah, domenica c’è il derby. Buona catastrofe, vecchia Inter.

SARRI

Sarri Chelsea. I blues e l’Arsenal passano ai quarti di finale di Europa League

Inter Francoforte, Spalletti sconsolato: sarà addio