L’errore che non si può perdonare all’Inter e a Suning

Inter-Suning: che errore!

L’Inter e la sua identità

San Siro non è uno stadio. Non va neanche banalizzato come la “Scala del Calcio”. San Siro è casa nostra. È lo stadio dove l’Inter di Helenio Herrera ha ribaltato il Liverpool in Coppa dei Campioni. I vostri nonni non vi hanno raccontato di quel 3-0? Noi la partita perfetta l’avevamo già giocata 40 anni prima di “loro”. Lì abbiamo vinto lo Scudetto dello Stella e la squadra di Giovanni Trapattoni ha stabilito il record. È lo stadio dove tutti abbiamo capito che Dio esiste e si chiama Luis Nazario da Lima. A San Siro l’Inter di Roberto Baggio ha fatto sentire il Real Madrid una squadra normale e non la “Casa Blanca”. È lo stadio dei gladiatori di José Mourinho. San Siro con noi della Serie B non ha memoria. Se lo lasceremo perderemo la nostra storia, la nostra memoria, la nostra identità.

Il progresso

L’era moderna ci impone stadi moderni. “Hanno ragione. Mi hanno detto è vecchio tutto quello che lei fa” canterebbe il maestro Roberto Vecchioni. “E che gli dico? Guardi non posso. Io quando ho amato, ho amato, ho amato dentro gli occhi suoi”. Sì, quelli dello stadio Giuseppe Meazza. “Luci a San Siro, di quella sera, che c’è di strano siamo stati tutti là”. Sì, io lo ricordo. Era Inter-Chelesa. Erano gli ottavi di finale di Coppa dei Campioni. Quando ha segnato Esteban Cambiasso ho capito che, sì, il calcio non potrà mai essere uno sport come gli altri. “Ma il tempo emigra… Non sono capace più di dire un solo No”. Invece a 33 anni, guardando quello che succede in Italia, forse è il momento. L’Inter, Suning, tutti stanno commettendo un grave errore. “Che più ne scrivi e più fai danè. Tanto chi importa a chi le ascolta”. Invece è il momento “di farsi valere”. Perché è ora di smettere di “abbassare il capo per farsi dire di sì”. Quindi: “Milano mia, portami via”. Perché? “Fa tanto freddo, schifo e non ne posso più”. Per questo “facciamo un cambio, prenditi pure quel po’ di soldi, quel po’ di felicità”. Però, dammi indietro: la mia Seicento, la mia ragazza e quello stadio. L’unico stadio. Ti prego: fai che le luci a San Siro tornino ad accendersi.

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