Marotta racconta l’Inter che verrà, tra stadio e allenatore

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L’amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta ha parlato questo pomeriggio all’evento ‘Le sfide del calcio italiano’ di Venezia. Il dirigente nerazzurro ha analizzato la nuova era del calcio ed ha espresso l’importanza di avere uno stadio di proprietà. Queste le sue parole riportate da FcInternews.it.

Le parole di Marotta

“Una volta le società di calcio erano diverse, gli almanacchi Panini dedicavano poche righe all’organigramma societario. Ora la storia è cambiata, il calcio è cambiato e io, che faccio il dirigente sportivo da 42 anni, ho attraversato le varie epoche. Un’importanza enorme adesso ce l’hanno gli stadi, per senso di appartenenza e per i ricavi. Alla Juventus ho potuto sperimentare il passaggio dal vecchio modello al nuovo: si guadagna in punti in classifica e nel bilancio. In Italia abbiamo un’esigenza assoluta in questo senso, perché continuiamo ad essere molto indietro rispetto al resto dell’Europa che conta.

“Bisogna costruire poli commerciali e non cattedrali nel deserto, che si possano vivere tutti i giorni. Soprattutto, deve esserci lungimiranza da parte dei proprietari delle società, che devono rispettare certe caratteristiche di continuità. Oggi in Italia si vedono spesso cambiamenti di azionisti e questo porta al non vedere nel medio termine costruzioni delle strutture. L’importante è avere in avanti una vision che possa permettere di programmare, oltre ad un iter burocratico più snello”.

“Meglio una società con un bilancio positivo o una che vince? Se lo chiedessimo ai tifosi, tutti risponderebbero una che vince. Ma una società deve avere programmi a lunga durata. Spesso si è condizionati dall’ambiente, ad esempio si cambia allenatore solo per qualche periodo negativo. Invece c’è da essere razionali e capire che non può essere il capro espiatorio. Occorre avere cultura della sconfitta, e in tal senso la mediaticità non aiuta per nulla. Si perde il senso critico e si attacca tutto e tutti”.

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