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Inter, il mercato ha detto tutto, Conte condannato

Inter Conte – La sconfitta di Roma ha scoperchiato la pentola delle polemiche. Poteva non essere così in casa Inter? Figuriamoci, grasso che cola per le redazioni sempre attente a solleticare gli istinti più irascibili e ad appicciare la miccia appena se ne presenti l’occasione. Sotto il mirino dei riflettori ovviamente l’allenatore, vuoi per un’ antica usanza italica vuoi perché la storia di Conte ex Juventus è di quelle che invitano alla dialettica più accesa.

Inter Conte, situazione sospesa

Secondo il Corriere dello Sport, con l’avvicinarsi ai momenti più caldi della stagione la situazione tra il tecnico nerazzurro e la società diventa sempre più “sospesa”. Il quotidiano romano sottoliena che per eliminare questa incertezza Conte ha un solo modo: vincere qualcosa. A ben vedere più che un auspicio una condanna. Il recente mercato invernale ha acuito ancora di più questa situazione. L’arrivo dei big in estate ha pienamente soddisfatto il mister leccese. Lukaku, Barella, Sensi, Sanchez sono stati accolti come il cacio sui maccheroni per rinforzare e rasserenare una squadra dilaniata dalle diatribe interne.

Dopo Eriksen condannato a vincere

L’arrivo di Christian Eriksen invece sta proponendo qualche equivoco inaspettato. Conte non perde occasione per prendere in qualche modo le distanze da questa operazione. Il suo pupillo era Vidal, era lui che voleva, era lui che si adattava al meglio ai compiti di incursore e di rottura del gioco avversario. “Non gli avranno preso metà Real Madrid, come disse una ventina di giorni fa, ma nemmeno dei Sebastiano Esposito, dei ragazzini cioè, la cui principale qualità consiste nell’essere giovani”.
Ashley Young e Victor Moses tutto sono fuorchè ragazzini alle prime armi. Quasi mille partite in due, trofei vinti a ripetizione, partecipazioni ai mondiali, un’overdose di esperienza internazionale al servizio dell’Inter. Con queste premesse guardare lontano diventa proibito, occorre portare in bacheca qualcosa di concreto subito. E’ l’unica maniera per dare una sferzata decisa ai cacadubbi che, evidentemente, non si annidano più solo tra i tifosi.

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