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Inter dopo Eriksen e Lautaro in arrivo il coronavirus?

Inter Eriksen – La partita di Uefa League è servita a riassaporare la vittoria dopo le sconfitte con Napoli e Lazio. Non è poco in questo momento e considerato che le trasferte europee nascondono sempre insidie malevole, anche se si gioca in posti sperduti. E’ servita a Conte per far tirare il fiato a chi ha spinto la carretta negli ultimi mesi. C’è chi ha passato una serata relativamente tranquilla con la copertina rimboccata sulle ginocchia e chi ha dovuto timbrare il cartellino per uno spezzone di partita. Lukaku non sarà uscito di certo scontento visto il sigillo finale messo sul risultato, Barella ha corricchiato in attesa di impegni ben più probanti.E’ servita, soprattutto, a Conte. Il mister ha smentito tutti con un finale di partita con la difesa a 4, con tre centrocampisti dietro ad Eriksen nel suo ruolo naturale dietro le due punte.

Inter Eriksen da caso a meraviglia

E qui si è intravisto tutto il potenziale che il danese può offrire alla casa nerazzurra. Nonostante l’avversario non di primissimo rango ed una partita giocata non certo a livelli stratosferici, Eriksen ha suonato la prima campanella. Per l’Inter e per gli addetti ai lavori e non solo per il gol.
Che il danese sia un acquisto strepitoso è fuor di dubbio, per la qualità del giocatore e per i termini economici in cui si è realizzato. Lo sa bene anche chi nei giorni scorsi si è divertito ad inzuppare il biscotto sulla presunta inconciliabilità delle sue caratteristiche agli schemi di Conte. O, peggio ancora, sulla sua asserita inadeguatezza fisica, tecnica e chi più ne ha più ne metta. E’ splendido leggere commenti e commentatori che in 24 ore passano da “caso Eriksen” a “Eriksen arma letale”, da zavorra tecnica a “come calcia lui nessuno al mondo”. E tutto questo dopo un gol al Ludogorets, non in una finale di Champions. Cercasi moderazione, virtù ormai desueta anche nelle penne più raffinate e addirittura bandita quando si parla di Inter.

Riparte la giostra Lautaro

Finito il tormentone Eriksen, almeno per qualche giorno la volpe non può restare senza l’uva. E allora ecco il ritorno di fiamma su Lautaro, fino a 10 giorni fa fenomeno dell’orbe calcistico oggi imbrocchito come per magia. 3 partite senza segnare , non c’è più con la testa, pensa già al Barcellona, la sentenza dei cassazionisti da tre lire. “ Lautaro è già del Barcellona, Messi lo vuole…” ha addirittura anticipato oggi Massimo Brambati a TMW radio. Brambati “consulente della Gea World fino allo scandalo di Calciopoli del 2006…è stato anche collaboratore di Ariedo Braida e di Luciano Moggi (fonte Wikipedia). E abbiamo detto tutto.

Zizzania a volontà

Se non è zuppa è pan bagnato. I seminatori di zizzania in casa nerazzurra sono al lavoro h24, week end compresi. E così durerà fino a quando l’Inter non tapperà la bocca a tutti rimpinguando la bacheca dei trofei con qualche new entry. E se domenica segnasse Lautaro? Nessun problema, da qualche parte sono già pronte le bozze sugli effetti del coronavirus sui conti di Suning e, di conseguenza, sui bilanci dell’Inter. I titoloni sono già pronti: “Inter inferno cinese, il coronavirus peggio del settlement agreement”. Il cappuccino è pronto, inzuppi chi può…

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