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Serie A da chiudere subito, salary cap e scudetto ai veri vincitori

Campionato ripresa – I timidi segnali di inversione della curva del virus stanno sollevando qualche ottimismo di troppo nel mondo del calcio. Parlare di ripresa, allenamenti, calendari estivi non ha alcun senso nelle condizioni odierne e con la prospettiva di una quarantena ancora lunga e necessaria per evitare ritorni di fiamma pericolosissimi.
Fifa e Uefa continuano a seminare fuffa senza aver ancora realizzato che loro compito principale e’ procurare le risorse necessarie per alleviare le difficoltà economiche dei club. I vertici europei del calcio devono fare pace con sé stessi e farci capire se nelle loro riflessioni prevale ancora il principio del “business is business” che fece giocare Atalanta Valencia a porte aperte quando il virus già seminava morti oppure le parole di Infantino che ieri  ha detto che nessuna vita umana vale una partita di calcio.

Ripresa campionato? Un miraggio

Proprio come Lega e FIGC a casa nostra, che continuano riunioni, confronti, diplomazie varie senza cavare un ragno dal buco e facendo finta di ignorare che altri sport di squadra come basket e volley hanno già deciso di chiuderla qui, annullando la stagione e senza attribuire alcun titolo.
Il buon senso dimostrato da queste Federazioni dovrebbe servire come modello anche per il calcio. Ma qui la lucidità sembra regnare solo in periferia. Pierpaolo Marino, Ds dell’Udinese è uno dei pochi a dire le cose come stanno.
Chi pensa di programmare il futuro fa un esercizio in cui io non mi voglio cimentare. In Cina nessuno parla di riprendere a giocare, eppure sono due mesi avanti a noi. Chi si assumerà la responsabilità se nelle squadre troveremo un positivo? Per me questa stagione ormai non vale più, è un anno di lutto e basta. Nessuno si ricorderà di chi ha vinto o perso questo che resterà nella memoria come il campionato del coronavirus. Non riesco a pensare al calcio che riprende dentro stadi spettrali. Oggi non dobbiamo pensare a ricominciare il prima possibile, ma a ricominciare. Che è ben diverso”.

Basket e volley esempi da imitare

E’ evidente che quando il pallone tornerà a rotolare niente sarà più come prima, e forse non sarà neanche un male. Troppi si stanno allontanando dagli stadi e dalla passione sportiva, vilipesa da mancanza di trasparenza e ingaggi faraonici più che dalla pirateria. Pensare ad un periodo di transizione nel quale inserire un elemento calmieratore come il salary cap di stampo NBA non sarebbe una decrescita felice ma la razionalizzazione di un sistema che fino ad ora ha privilegiato lo star sistem a discapito di settori giovanili e ambiti dilettantistici. Cosa ci sarebbe di strano se ai faraoni della serie A fossero proposti due anni di stipendio massimo a 500 mila euro? Protesterebbero perché tengono famiglia? O scapperebbero verso altri lidi? E se questo dumping calcistico fosse azzerato dai capoccioni dell’Uefa estendendo la misura a tutte le leghe europee? In USA ci sono riusciti, da questa parte del mondo siamo più fessi?

Scudetto ai veri vincitori

Anche nelle parole di Adriano Galliani si può trovare un suggerimento importante quando parla dei due prossimi tornei spalmati sull’anno solare, iniziando a febbraio e terminando in autunno inoltrato, come in Sudamerica. Un esperimento che potrebbe portare, corna facendo, ad iniziare il prossimo anno con gli stadi nuovamente aperti al pubblico. Già questo sarebbe un successo. E se proprio si vuole assegnare il titolo per forza facciamolo pure: un ex aecquo allo “Spallanzani” di Roma ed al “Sacco” di Milano, in rappresentanza di tutti gli ospedali italiani. Loro il campionato più importante lo stanno vincendo per noi tutti giorno dopo giorno, E vediamo chi ha il coraggio di dire di no.
(ripresa campionato)

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